INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Photosynthesis
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Photosynthesis

Data Pubblicazione: 31 December 2013

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La fotosintesi clorofilliana è l’unico processo biologico in grado di raccogliere l’energia solare: ne cattura una quantità immensa (quasi cento terawatt) e sostiene, in maniera diretta o indiretta, lo sviluppo di tutti gli esseri viventi sul nostro pianeta. L’architetto giapponese Akihisa Hirata, classe 1971, titolare del pluripremiato studio Akihisa Hirata Architecture Office di Tokyo, ha scelto il processo naturale più comune e straordinario come tema di una simbolica eredità progettuale, rappresentata nell’installazione Photosynthesis realizzata con Panasonic per la mostra evento di Interni. Photosynthesis è un padiglione a pannelli solari che fotosintetizza la luce solare e la trasmette a fiori led sparsi per le gallerie ad arco del chiostro del Cortile della Farmacia, traducendo così in modo spettacolare e tecnologico il processo che avviene in natura. Per Akihisa Hirata, infatti, l’architettura deve condividere con la natura il carattere di entità vivente, animata, mutevole. Questa comunanza di processi e intenti è ben rappresentata dall’installazione realizzata con Panasonic, in cui i pannelli solari non sono posati in piano come di consueto, ma montati su supporti in policarbonato trasparente che li fanno assomigliare alle fronde di un albero. È lo stesso Hirata ad affermare che “un futuro creato dall’uomo deve coincidere con l’ordine naturale delle cose, con edifici e città che sono realmente parte della biosfera”, e che della natura assimilano i processi virtuosi di sopravvivenza e sviluppo. In questa direzione agisce senza dubbio anche Panasonic Corporation, gruppo di riferimento a livello internazionale nello sviluppo e nella produzione di prodotti elettronici, che ha concentrato la sua ricerca sulla creazione, l’immagazzinaggio e l’utilizzo efficiente di energia rinnovabile. In questo settore, di importanza determinante per la sopravvivenza del pianeta, Panasonic ha deciso di investire, per arrivare a festeggiare i suoi primi cento anni di vita – nel 2018 – come prima società al mondo nell’innovazione verde dell’industria elettronica

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1998 Light Tower
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1998 Light Tower

Data Pubblicazione: 31 December 2013

7 torri multimediali trasmettono in tempo reale interviste, immagini e nuovi progetti dal FuoriSalone. Location vie nevralgiche di Milano

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Belvedere
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Belvedere

Data Pubblicazione: 31 December 2013

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Gioca sulla composizione linguistica della parola Belvedere, e sul suo significato, l’installazione omonima di Michele De Lucchi per Interni Legacy: belvedere è un punto di vista su ciò che ci circonda, a cui si accede quando si desidera guardarsi attorno, contemplare e comprendere la realtà. Ma è anche un luogo in cui si va appositamente per individuare e vedere cose belle. Ed è questa la doppia indicazione che l’installazione Belvedere di Michele De Lucchi, posizionata nel Cortile d’Onore, vuole trasmettere: la necessità di osservare il mondo per capirlo e, insieme, di ricercare costantemente la bellezza. Per realizzarla l’architetto e designer creatore di Produzione Privata ha richiamato un’eredità storica, il belvedere dei giardini romantici e dei palazzi barocchi, ripensandolo in forme lineari e pulite, e realizzandolo in materiali senza tempo come il legno e il metallo. La balaustra di osservazione è situata sopra a una struttura che riproduce quattro strati delle curve di livello caratteristiche dei modelli di architettura per la rappresentazione dei rilievi; è realizzata in ferro nero cerato, grazie a Marzorati Ronchetti di Cantù, vera ‘sartoria del metallo’. Sono in ferro anche i parapetti per i gradini e il chiosco al livello più alto: qui il ferro nero, dello spessore di soli due millimetri, regala effetti iridescenti ottenuti grazie ad una sofisticata lavorazione alle presse. La pavimentazione del ponte di accesso e della balaustra è in prezioso legno massello di frassino termotrattato (e in tal modo reso più resistente, stabile e durevole), fornito da Listone Giordano, marchio di punta nel settore delle pavimentazioni lignee di alta gamma, mentre le quattro basi sovrapposte sono realizzate con pannelli Osb, composti da scaglie di legno orientate e unite da resine fenoliche, prodotti da Publistand. I faretti Led Naiade di Artemide, incassati nel pavimento, illuminano il percorso di salita e la balaustra di sosta.

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L’Università degli Studi di Milano
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L’Università degli Studi di Milano

Data Pubblicazione: 31 December 2013


L’Università degli Studi of MilanOffre 136 corsi di studio tra primo e secondo livello, 21 scuole di dottorato e 71 scuole di specializzazione. Il lavoro di ricerca si svolge in 31 dipartimenti, 30 centri di ricerca interdipartimentali, 34 centri di ricerca convenzionati e 49 centri interuniversitari.

Fondata nel 1924, l’Università degli Studi di Milano è, fra le grandi università italiane, una delle più giovani, pur avendo aggregato alla sua nascita istituzioni che vantano più di duecento anni di storia. Tra le prime università italiane per produttività scientifica, è l’unico ateneo in Italia a far parte della LERU (League of European Research Universities). L’Ospedale Maggiore, oggi Università Statale di Milano Monumentale complesso ospedaliero chiamato popolarmente dai milanesi Ca’ Granda, fondato nel 1456 da Francesco Sforza, duca di Milano e dalla moglie Bianca Maria per riunire in un solo grande edificio i numerosi piccoli ospedali sorti qua e là per la città. Il progetto, affidato al toscano Antonio Averlino, detto il Filarete (1400-1469), che lo descrive nel suo famoso “Trattato di Architettura”, contemplava la costruzione di due quadrilateri separati da un grande cortile centrale, recinto da quadriportico su due piani. Portici su due piani coronavano parimenti i quattro cortili minori in cui, a mezzo di crociera, era suddiviso ciascun quadrilatero. Il progetto dell’edificio (43.000 mq di superficie) fu eseguito in diverse fasi contando su lasciti e donazioni, ma soprattutto sull’apporto popolare di uno speciale giubileo chiamato la Festa del Perdono celebrato il 25 marzo di ogni anno dispari con generosa dispensa di indulgenze. La prima fase dei lavori, seguita dal Filarete (piano terreno) fino alla sua morte nel 1469, proseguì con il milanese Guiniforte Solari (secondo piano) e poi con Giovanni Antonio Amadeo. La seconda fase dei lavori cominciò nel 1624 (sec. XVII). Venne portata a termine la costruzione della corte centrale di eredità filaretiana su disegno di Giovanni Battista Pessina, subito affiancato da Francesco Maria Richini, Fabio Mangone e Giovanni Battista Crespi. Furono eretti il fronte barocco e la chiesa dell’Annunciata. Il Richini riprese sul fronte lungo via Festa del Perdono le bifore archiacute e ripropose nell’interno gli ornati di pietra eseguiti da Giovanni Antonio Amadeo appartenenti all’ala del portico demolita per erigere il nuovo grande cortile. La terza fase, comprende il periodo che va dal 1797 al 1804, durante il quale furono costruiti i tre cortili interni del secondo quadrilatero e completata verso sinistra la vasta facciata. Nel 1939 le funzioni nosocomiali vennero delegate ai padiglioni del Policlinico e all’Ospedale Niguarda e la Ca’ Granda divenne sede del Rettorato dell’Università Statale. L’ala sinistra (fine del 1700) è di disegno neoclassico. Il fronte (283 metri) è scandito in tre corpi che precedono i due quadrilateri laterali e l’interposto cortile d’onore. L’ala destra (del XV secolo) è rivestita di rosseggiante laterizio e si compone del portico filaretiano poggiante su alto zoccolo, e del soprastante piano solariano, traforato da eleganti bifore archiacute, sottolineate da una fascia continua con ricche decorazioni in cotto. Il corpo centrale, portale barocco del Richini, fiancheggiato da nicchie contenenti le statue di San Carlo e di Sant’Ambrogio. Il cortile centrale è coronato da un quadriportico sovrastato dall’aereo loggiato. Nel lato di cortile di fronte all’ingresso vi è la piccola chiesa della SS. Annunziata, opera seicentesca degli architetti Richini, Pessina e Mangone. Nell’ala destra sono da tempo restaurati i quattro cortiletti della costruzione del Filarete. Il primo, compiuto dal Solari nel 1467 e detto anticamente “della spezieria”, è un quadriportico sormontato da un loggiato retto da eleganti colonne di marmo. Segue un secondo cortile detto “dei Bagni delle donne” (1473), e un terzo cortiletto, detto “della Giazzeria” (Ghiacciaia) (1468). L’ultimo dei quattro cortiletti, è detto “della Legnaia”. L’attuale condizione è frutto della significativa opera di restauro iniziata nel 1953 su progetto degli architetti Piero Portaluppi e Liliana Grassi.

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Interactive Experiences

Data Pubblicazione: 31 December 2013

“Abbiamo vinto un concorso internazionale indetto da Be Open con il progetto Zang Tumb Tumb, che fa riferimento ai Futuristi; parlando di sensi, abbiamo giocato sul concetto di sinestesia. Le Parole in Libertà di Filippo Tommaso Marinetti sono il primo esempio di traduzione dei suoni in segni grafici”. (Tommaso Nava, Sfelab)